• Autore dell'articolo:
  • Articolo pubblicato:
  • Categoria dell'articolo:news

Elena Bulfone, fondatrice e presidente di ProgettoAutismo FVG

“Ringrazio le tante autorità civili e militari e religiose presenti qui oggi in particolare il presidente Massimiliano Fedriga e l’assessore regionale alla salute e protezione civile Riccardo Riccardi che ci accompagnano in questa impresa con la loro preziosa presenza e il forte supporto ecomico al progetto, grazie di cuore.

Oggi non è solo una cerimonia ufficiale, ma un giorno significativo per la pianificazione di servizi innovativi per la disabilità grave, non ci sarebbero tutti questi volti noti ad accompagnarci come l’amico Stefano Belisari in arte Elio e Toni Capuozzo

Voglio su tutti ricordare i nostri carissimi vicini di casa Luca Tosolini, Enzo Cussigh, la famiglia Zoratti e la famiglia Toppano che ci stanno accanto in ogni momento

Significa tanto, ne siamo onorati e commossi. Tutti ci conoscono sanno del nostro impegno 7 giorni su 7, della gratuità assoluta della nostra opera, dei sacrifici della nostra vita, delle fatiche per innovare il mondo della disabilità grave.

I campioni dello sport e della vita conoscono le fatiche che si nascondono dietro ai successi e ci stanno accanto per sostenere la nostra opera.

Il mondo della disabilità grave è il fanalino di coda dell’interesse popolare e loro lo sanno e ci aiutano con grande forza e impegno. Grazie di cuore

Ventinove anni di cammino a fianco del mio Alessandro e i suoi colleghi, tutto il  lavoro, gli ostacoli e sogni: ci hanno dato la forza per camminare lungo una strada diversa per attuare una rivoluzione elementare per il nostro piccolo popolo, sono infatti 1 bambino su 60 nati gli autistici in Italia, un numero impressionante!

Abbiamo fin da subito compreso che dovevamo pensare al futuro dei nostri figli, tutti i nostri figli sia quelli fragili sia i fratelli tipici per offrire loro un sistema d’amore condiviso e giusto.

Dapprima abbiamo creato un centro innovativo convenzionato e accreditato con ASU FC e Regione in cui la collaborazione fra famiglie professionisti, istituzioni e sanità pubblica e privata, società civile e volontari sta cercando di dare le migliori risposte possibili ad esigenze complesse di acuzie e di cronicità della salute e della vita delle nostre fragili persone. Abbiamo avviato anche un servizio di ricerca applicata per fornire servizi sempre più al passo con le necessità dettate dai tempi. Ringrazio di cuore i miei dipendenti e collaboratori preziosi realizzatori di un bene condiviso e i tanti volontari in particolare quelli del CDA, genitori attivi che instancabilmente ci accompagnano in particolare mio fratello Francesco che assieme a Renato è sempre presente dove c’è necessità, sono due grandi pilastri del nostro percorso

Man mano che il tempo passava, crescendo con i nostri ragazzi, ci siamo resi conto che andavano assistiti in maniera intensiva sulle 24 ore ed è per questo che è nata l’idea del villaggio per il durante e dopo noi.

Qui le famiglie vivranno accanto ai loro figli con autismo, supportate da operatori specializzati in abitazioni bifamiliari dotate di spazi di assistenza sia per le persone autistiche che per gli anziani, un progetto unico in Italia.

Si realizzerà una convivenza comunitaria serena e sicura in cui troveranno posto finalmente le nostre famiglie fragili.

Vi saranno ampie aree comuni: un corpo centrale con alloggi gratuiti per badanti specializzati e un ristorante/club-house dove impiegare sia i ragazzi con autismo avviabili al lavoro sia per promuovere progetti di stage lavorativi per le persone a basso funzionamento.

Vi saranno una palestra, lavanderia, infermeria, orti condivisi e altre quattro aule multisensoriale e multiscenario innovative per abilitare i più piccoli il tutto in un contesto energicamente sostenibile.

Nel comprensorio troveranno spazio abitazioni per persone con disabilità più lievi in cui sperimenteranno l’autonomia domestica anche in forma transitoria con l’aiuto/sorveglianza di un buddy-amico e del supporto  delle altre famiglie.

La struttura coabitativa sarà LA PRIMA IN ITALIA che prevede l’assistenza alle persone fragili assieme alle loro famiglie in un sistema di auto-mutuo-aiuto organizzato per non separare i genitori dai figli e sollevare i fratelli e le sorelle di un carico assistenziale multiplo.

“CHI PROGETTA SPAZI PROGETTA COMPORTAMENTI” sono parole del l’Arch. Vittorio Gregotti Intendendo che La qualità urbana genera comportamenti e conseguenze sociali importanti. La bellezza e la funzionalità delle strutture cambiano davvero la vita di chi c’è dentro, non volevamo ambienti tristi anonimi ma luoghi brulicanti di vita e di amore. Con questo importante progetto nato dal dialogo con bravissimi professionisti desideriamo dare respiro a chi è costretto ad una vita continuamente assistita.

Avrete compreso che La forza che ci spinge è quella dell’amore vero di una madre e di un padre non solo per un figlio Alessandro con autismo ma anche per nostra figlia Martina e tutti i fratelli e le sorelle dell’autismo che hanno il diritto di vivere una loro vita piena senza l’autismo.

Non volevamo, e non potevamo, scaricare il nostro fardello assistenziale su nostra figlia. Questo Villaggio è, soprattutto, un atto di libertà per lei. È il nostro modo per dirle: “Vai, Martina. Vivi la tua vita, scegli il tuo destino, senza vincoli e senza la paura di doverti prendere cura di tuo fratello e di noi anziani. Noi, i tuoi genitori, stiamo costruendo la felicità di tuo fratello e la tua libertà.”

Siamo convinti che la responsabilità genitoriale non possa essere scaricata in linea discendente, e sia nostra!

La partita si deve giocare sul nostro campo, per noi è infatti impensabile che qualcuno possa accudire contemporaneamente ben tre persone fragili: i genitori anziani e un fratello autistico. Non è umano e non possiamo accettare l’ esistenza di destini del genere.

Sapevamo però che per cambiare una storia personale e familiare complessa dovevamo riscriverla concretamente e fattivamente con impegno e fatica, con la gratuità del lavoro volontario, l’ingegno della creatività e l’impegno del tempo.

Per la nostra Martina

Dovevamo diventare autori della nostra vita.

E qui debbo ringraziare di cuore mio marito Enrico che è il direttore generale della fondazione la parte organizzativa e strutturale. Un merito prezioso va a lui che con occhio attento e amorevole conosce ogni minimo dettaglio di ogni singola persona e famiglia,  quest’anno sono 35 anni di matrimonio e sono davvero grata alla vita per averci fatti incontrare!

Insieme viviamo quindi un doppio ruolo di attori/autori, ruolo scomodo ma fondamentale per contribuire alla costruzione di una comunità realmente inclusiva. Vorremmo che tutta la rete sociale i comuni gli ambiti le aziende sanitarie e tutti voi comprendiate davvero quanta fatica quanto sforzo quanta serietà e lavoro siano necessari per cambiare scenari fermi da decenni

Come afferma il pedagogista Goussot, “non trattare mai l’altro come un oggetto uno strumento, ma sempre come un soggetto che ha un valore in sé.”

Il rischio che si corre quali detentori di un sapere tecnico scientifico nel campo della fragilità, è quello di trattare l’altro come un oggetto di assistenza, come oggetto di studio di diagnosi, come oggetto di classificazione” e abbiamo ben presenti le aberrazioni delle violenze nei centri ascoltate in questi giorni

Quindi…

Non separare i figli disabili dai genitori è una rivoluzione umana da sostenere  che parte in primo luogo dal nostro pensiero amorevole su di loro.

Questo Villaggio non è semplice edilizia, è una rivoluzione culturale e umana: un modello assolutamente innovativo per il Durante-dopo di Noi.

Separare i figli dai loro genitori è uno strappo alla vita, i genitori sono i mentori di questi fragili ragazzi, la bussola per affrontare la vita.

Lo strappo dalla famiglia anziana è il nodo sul quale spesso si innestano a catena comportamenti problema da parte della persona fragile e quindi un aumento dell’intensità di cura da parte dei servizi che sfociano  nella somministrazione di farmaci e a volte in TSO, trattamenti sanitari obbligatori. Dobbiamo imparare a rispettare la diversità non solo a parole ma con i fatti: una vita comunitaria non è facile è una rivoluzione personale familiare sociale ma un figlio con autismo ti impone scelte radicali, forti e decisive, di essere la miglior versione possibile di noi stessi.

Crediamo che la separatezza non sia di questo mondo!

Abbiamo sognato una comunità dove potremo invecchiare accanto a  nostro figlio Alessandro dove io, da anziana e traballante, potrò ancora sentirlo cercare la mia mano e sussurrarmi all’orecchio: “Profumo di mamma, occhi verdi dell’amore… bella…”. Questo progetto è quindi una promessa che noi, genitori anziani e fragili, e i nostri figli autistici, saremo assistiti in un unico sistema di auto-mutuo-aiuto, circondati da “lavoratori del bene”, senza mai doverci dire addio.

Allora vi chiedo anche oggi ed instancabilmente di aiutarci ad aiutare questo progetto unico anche attraverso le vostre preziose donazioni che ci permetteranno di raggiungere il budget previsto per arrivare al traguardo che ci siamo prefissati.

Infine un ringraziamento speciale va ad Alessandro e ai suoi tanti colleghi, grazie grazie davvero per avermi, averci aperto gli occhi e sciolto il cuore permettendoci di essere, con tanta fatica, ogni giorno migliori, ogni giorno tutti assieme migliori!“

 

Renato Ciabrelli, responsabile fundraising ProgettoAutismo FVG

CERIMONIA POSA DELLA PRIMA PIETRA VILLAGGIO “ENZO CAINERO” – SCALETTA E TESTO 

“Signore e signori, buonasera e benvenuti alla fondazione Progettoautismo FVG.

Un particolare benvenuto alle autorità e agli illustri ospiti qui convenuti per averci onorato della loro presenza e che sono qui con noi: il Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, l’onorevole Massimiliano Fedriga. Il prefetto di Udine, Sua Eccellenza Domenico Lione. L’assessore alla salute, politiche sociali e disabilitá della Regione FVG, Riccardo Riccardi. Il sindaco del nostro comune, il dottor Giovanni Cucci.  Il Generale Francesco Maioriello Comandante della Brigata Alpina JULIA, il Colonnello Lorenzo Rivi Comandante dell’8° reggimento alpini e don Vincenzo Barbante presidente della fondazione don Carlo Gnocchi di Milano; realtà con le quali Progettoautismo si onora di essere gemellata. Il presidente dell’Associazione Nazionale Alpini, Sebastiano Favero. Gli amici Toni Capuozzo e Stefano Belisari, meglio conosciuto come ELIO.

Rivolgiamo anche un caloroso benvenuto al Questore di Udine dottor De Lorenzo. A tutti i Consiglieri Regionali e Sindaci, preziosa testimonianza politica del nostro territorio. Il Sindaco di Udine, dottor De Toni, al direttore della protezione civile regionale, dottor Amedeo Aristei, al direttore dell’azienda sanitaria, dottor Denis Caporale e al dottor Di Giusto. Alla dott.ssa Alessandra Spasiano responsabile dell’elisoccorso regionale. Il presidente dell’Ordine degli Infermieri di Udine, dott. Stefano Giglio. Tutti gli imprenditori, i rappresentanti delle aziende e degli istituti bancari, che hanno fatto dell’etica il loro vessillo. I Cavalieri del Militare Ordine del Collare di sant’Agata dei Paternó.  Ai Rotary, Lions, Inner Wheel e a tutte le organizzazioni filantropiche che ci sono sempre vicine. Un particolare pensiero alla Beneficentia Stiftung e al dott. Peter Goop. La cooperativa sociale Universiis. Ai numerosi Alpini delle Sezioni e Gruppi della regione e non solo, la cui fratellanza è la nostra fortezza morale. All’amico Paolo Urbani, patron delle tappe del Giro d’Italia in regione, che continua l’eredità sportiva di Enzo Cainero. Al presidente del CONI regionale, Andrea Marcon. I presidenti della consulta provinciale e regionale disabili.

E infine, nel salutare affettuosamente la famiglia del compianto Enzo Cainero, la moglie Laura i figli Andrea e Marco qui sul palco, un caloroso benvenuto a tutti gli amici di Enzo, la cui memoria è qui con noi.

Ringraziamo sentitamente tutti voi per aver voluto condividere con la presidente Elena Bulfone, il direttore generale Enrico Baisero, il Consiglio di Amministrazione e il Consiglio d’Indirizzo, e soprattutto, con tutti i genitori, i ragazzi, gli operatori e volontari di Progettoautismo, questo passaggio storico.

La giornata odierna celebra la concretezza di un atto d’amore e di coraggio collettivo. La posa di questa prima pietra non è un traguardo, ma la gioia immensa di garantire ai nostri figli autistici una casa, una comunità e un futuro sereno, senza la paura di dolorose separazioni. La vostra presenza è il sigillo di questa promessa.

Ma l’impresa non è finita: abbiamo ancora bisogno del vostro sostegno, della vostra vicinanza e della vostra generosità per completare, animare e far fiorire questa casa. Il vostro supporto è la benzina del nostro futuro.

Prima di iniziare la cerimonia, chiedo la vostra attenzione per alcuni cuori e talenti che incarnano l’eccellenza sportiva e la semplicità umana. Il loro legame con la fondazione è un omaggio alla memoria di Enzo Cainero, grande anima organizzativa del ciclismo friulano e non solo. Chiedo ora a Elia Viviani, Elena Cecchini, Mara Navarria, Edi Orioli e Chiara Cainero di salire brevemente sul palco per ricevere il nostro caloroso tributo.

Accogliamo con noi il ciclista olimpico e mondiale, Elia Viviani, che solo pochi giorni fa nella sua ultima gara in carriera ha compiuto una vittoria leggendaria ai mondiali di Santiago del Cile, incoronandosi ancora una volta campione del mondo nell’eliminazione! Elia è qui con la moglie, anche lei grande campionessa friulana di ciclismo, Elena Cecchini.

Con loro la campionessa olimpica e mondiale di tiro al volo Chiara Cainero, nipote di Enzo; la campionessa olimpica e mondiale di scherma Mara Navarria e il pluricampione motoristico Edi Orioli vincitore di ben 4 dakar in sella alla suo moto. Salutiamoli con un grande applauso.

Grazie campioni, per la vostra costante promozione e per essere un esempio di semplicità e umanità per tutti noi!

Iniziamo ora la cerimonia dando la parola alla nostra padrona di casa, al nostro faro e motore di questo sogno, la presidente della fondazione Progettoautismo FVG, Elena Bulfone.

Grazie, Elena. Come sempre sei riuscita a colpire i nostri cuori con le tue parole. Prende ora la parola il sindaco del comune di Tavagnacco, il dott. Giovanni Cucci.

Per un breve saluto, diamo la parola al rappresentante del mondo alpino, al presidente dell’ANA Nazionale, Sebastiano Favero.

Porta il suo saluto il Comandante della Brigata Alpina JULIA, il Generale Maioriello.

Diamo ora la parola a sua eccellenza il Prefetto di Udine, dottor Domenico Lione, per il suo autorevole saluto.

Grazie, dottor Lione. La parola all’Assessore regionale Riccardo Riccardi.

E ora, l’intervento che suggella l’impegno della nostra regione, il Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga.

Il villaggio “Enzo Cainero” è un progetto di valori umani e di civiltà. Dopo gli interventi ufficiali e prima di passare all’atto fondativo, vogliamo dare voce a due figure, due amici di Progettoautismo, che incarnano la storia e la passione della nostra battaglia.

Il primo è un amico di lunga data, un grande uomo, oltre che un grande professionista, che ha subito creduto in noi, un ambasciatore sin dalla nascita della nostra associazione: il giornalista, l’uomo, il nostro testimone d’onore, il dottor Toni Capuozzo. La sua voce ci ha dato credibilità e storia, ed è qui oggi a sigillare questo passaggio.

La nostra seconda figura è un artista a tutto tonto e un paladino della nostra causa che ha messo in gioco la sua notorietà per promuovere un mondo piú giusto: il nostro testimone d’onore, Stefano Belisari – meglio conosciuto come ELIO.

A loro chiediamo di portarci la loro testimonianza. (intervento Toni e Elio)

Signore e signori, prima di sigillare il nostro messaggio nel tempo, è necessario renderlo ufficiale. Stiamo per firmare la pergamena di fondazione.

Questo documento rappresenta l’atto ufficiale di nascita del villaggio “Enzo Cainero”, unendo l’impegno delle istituzioni, la visione della fondazione e il cuore di tutti i sostenitori.

Chiediamo di avvicinarsi per apporre la loro firma sulla pergamena:

  • Ilpresidente della Regione FVG, Onorevole Massimiliano Fedriga.
  • L’assessoreRiccardo Riccardi.
  • La presidenteElena Bulfone e il direttore generale Enrico Baisero.
  • I nostri due testimoni d’onore,Toni Capuozzo e
  • E in rappresentanza della famiglia Cainero, la moglie Laura.

Mentre firmano

In questo gesto, assistiamo a un patto solenne: stiamo preparando un messaggio per i nostri figli e per le generazioni che verranno. Un messaggio che racconta una società che crede nel “durante di noi” e che ha sconfitto la paura del “dopo di noi”.

Questa pergamena è il primo, fondamentale documento che sigilleremo fra pochi istanti all’interno della capsula del tempo.

Quando hanno firmato:

Questa pergamena firmata è ora la nostra carta costituente, il nostro sigillo storico.

Siamo giunti al momento in cui fermiamo il tempo per riscrivere una storia e renderla meravigliosa.

Oggi non ci limitiamo a posare una prima pietra; oggi diamo vita a una promessa che non conosce termini o confini.

Stiamo per sigillare una capsula del tempo: non un semplice oggetto, ma il simbolo del cuore pulsante di questa intera impresa.

Questa capsula è la nostra eredità morale. Sarà annegata nel cemento e custodita ad imperitura memoria nelle fondamenta, proprio dove sorgerà l’ingresso del villaggio “Enzo Cainero”.

Sarà il nostro messaggio ai posteri.

All’interno di questa capsula c’è l’anima e la storia di un intero movimento. Ora, chi sigilla la promessa con il gesto.

Il villaggio è nato dal coraggio incrollabile della nostra presidente, Elena Bulfone. Le chiediamo di avvicinarsi per deporre il suo voto d’amore (il suo messaggio personale scritto insieme a suo marito Enrico) e una moneta da 1 euro, simbolo che ogni singola donazione ha lo stesso identico peso nella nostra missione.

L’anima tecnica. Chiediamo al direttore generale, Enrico Baisero, di posizionare la copia dei progetti esecutivi, la dimostrazione che la visione è stata tradotta in metri quadri di speranza.

Il garante del futuro. Chiediamo ora al Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, di avvicinarsi per inserire l’oggetto simbolico della regione, la prova che la regione FVG è la prima casa e il primo garante del futuro dei nostri ragazzi.

Il legame di famiglia. Onoriamo il gemellaggio fondante con l’8° reggimento alpini. Chiediamo al Comandante, Colonnello Lorenzo Rivi, di deporre lo stemma del reggimento, il nostro sigillo di fortezza morale.

Carità e speranza. Chiediamo al Presidente della Fondazione don Carlo Gnocchi, don Vincenzo Barbante, di deporre la preghiera del Beato e una medaglia, legando la nostra opera a una tradizione secolare di fede e cura.

La garanzia di forza. Onoriamo la mitica Brigata Alpina Julia. Chiediamo al Comandante, Generale Francesco Maioriello, di inserire il coin della Brigata, la nostra garanzia di sostegno costante.

Il cuore degli alpini. Chiediamo al presidente dell’ANA, Sebastiano Favero, di deporre la preghiera dell’alpino, a ricordo del primo atto di fiducia nel nostro progetto.

Stiamo per inserire nelle fondamenta il vero sigillo di fondazione, il più prezioso di tutti: un semplice mattone, abbellito e reso unico dalle mani dei nostri ragazzi con uno splendido mosaico.

Questo non è un mattone qualsiasi; è la nostra vera prima pietra. È il simbolo della bellezza, dell’unicità e della fragilità dei nostri figli che entrano, letteralmente, nelle mura della loro futura casa.

Chiediamo a una rappresentanza dei nostri 98 ragazzi di avvicinarsi, in un gesto che racchiude il percorso di vita intero della fondazione: dalla nostra più piccola, Paulina, che ha poco più di due anni, fino al nostro mitico Patrizio, che ha appena compiuto 30 anni.

Siete voi, ragazzi, a segnare simbolicamente il vostro futuro. Il vostro mattone non è solo un elemento di costruzione: è la speranza che rende saldo ogni altro blocco.

Questo mattone, questo mosaico, intreccio di vite umane, è ora custodito. Il villaggio “Enzo Cainero” ha la sua anima nelle fondamenta.

E così, la capsula è riempita! Al suo interno, oltre agli oggetti di fondazione appena deposti, sono custoditi i messaggi che garantiscono la solidità e la continuità di questa impresa.

Annoveriamo:

  • Lalettera augurale di CREDIFRIULI, che per noi ha il valore di un testamento morale. Ringraziamo l’avvocato Stefano Fruttarolo, presidente della banca, per aver raccolto l’indicazione di Enzo Cainero e garantito un sostegno fondamentale a questa sfida di civiltà.
  • Ilmessaggio augurale di I.CO.P  SpA Società Benefit, che celebra l’alleanza tra cuore e ingegneria, a sigillo dell’impegno del general contractor.
  • Ilmessaggio di AcegasApsAmga, che testimonia la vicinanza e l’attenzione del dottor Carlo Andriolo, amministratore delegato.
  • E infine, unachiavetta usb contenente tutta la documentazione digitale di questo giorno storico e gli atti costitutivi della fondazione per le generazioni future.

Questi documenti simboleggiano l’unione tra la finanza etica, le competenze industriali di calibro internazionale e la vicinanza dei servizi essenziali al territorio. Essi certificano che il villaggio è fondato sulla responsabilità sociale.

Siamo giunti al momento più significativo. Come detto oggi non poniamo una semplice pietra, ma sigilliamo una capsula del tempo, che verrà accolta nelle fondamenta del villaggio per le generazioni future.

Abbiamo sigillato i nostri sogni, le promesse e il coraggio all’interno di questa capsula. Ora, dobbiamo farla nostra per sempre.

La capsula verrà riempita di cemento, il gesto che la rende inaccessibile. Ogni cazzuola di cemento che verrà aggiunta non sarà solo un elemento costruttivo, ma un atto di co-fondazione.

Chiediamo ai nostri ragazzi, a tutti i nostri illustri intervenuti, dal Presidente Fedriga ai testimoni, dai rappresentanti delle istituzioni, ai nostri amici alpini, alla famiglia Cainero, di avvicinarsi, prendere la cazzuola e deporre una porzione di cemento all’interno del contenitore.

(mentre le persone si alternano a inserire una cazzuola di cemento…)

In questo momento solenne, assistiamo a un vero e proprio rito di fondazione, dove il cemento sigilla l’unione di tutte le nostre volontà. Ogni cazzuola che viene deposta è un atto di co-fondazione. Non stiamo semplicemente riempiendo un contenitore: stiamo scrivendo con il cemento la nostra promessa.

In questo gesto non ci sono ruoli separati, siamo tutti uniti. Stiamo costruendo insieme un basamento indistruttibile, destinato a sorreggere non solo mura, ma un futuro ricco di dignità e amore.

Il cemento si indurisce e con esso si sigilla la nostra speranza. Il villaggio “Enzo Cainero” è innalzato sui pilastri della comunità.

La capsula del tempo viene ora sigillata. Verrà custodita nella nostra sede fino al momento in cui sarà inserita nelle sue fondamenta, proprio sotto l’ingresso del villaggio “Enzo Cainero”.

Cogliamo l’occasione per ringraziare sentitamente lo studio Archi Engineering dell’ingener Diego De Stalis e lo studio d’architettura F14/AA degli architetti Luca Del Fabbro Machado e Gaetano De Napoli che hanno curato il progetto esecutivo di questo nostro sogno.

(intanto finire cementazione scatola e sigillatura)

A sancire la sacralità di questo gesto, e a invocare la benedizione sul lavoro e sulla vita che qui sorgerà, chiediamo al presidente della fondazione don Carlo Gnocchi, don Vincenzo Barbante, di rivolgerci il suo pensiero e di benedire questa pietra. Cogliamo inoltre l’occasione per ringraziare per la loro presenza anche don Carlo Gervasi e don Marcin Gazzetta che sempre ci sono vicini.

La cerimonia della posa della prima pietra del villaggio “Enzo Cainero” è compiuta. Il nostro messaggio ai posteri è sigillato.

Ma in chiusura, il nostro pensiero e il nostro ringraziamento più sincero e commosso va ai nostri donatori. Voi siete l’energia, il sostegno insostituibile e il bene più prezioso della fondazione Progettoautismo FVG.

Questo villaggio è nato dalla vostra generosità e la sua crescita dipende ancora dal vostro cuore.

Per questo, vi rivolgiamo un appello che è un atto di fiducia: non abbandonateci. Non smettete di essere la nostra forza motrice.

Anzi, vi chiediamo di più: siate i nostri ambasciatori del bene. Raccontate questa storia, diffondete questa visione e continuate a sostenere un progetto che non è solo una casa, ma un modello di vita, dignità e amore per tutti.

Grazie di cuore per costruire, mattone su mattone insieme a noi, il futuro dei nostri ragazzi.

Vi invitiamo ora presso la nostra sede per un piccolo momento conviviale.”

 

 

foto di Simone Mirino